Calcolatore di Rischio QT Prolungato
Il prolungamento QT non è solo un numero su un elettrocardiogramma. È un campanello d’allarme che può salvare la vita - o, se ignorato, causare una morte improvvisa senza avvertimenti. Negli ultimi anni, centinaia di farmaci comunemente prescritti hanno dimostrato di allungare l’intervallo QT, aumentando il rischio di aritmie letali come la Torsade de Pointes. Eppure, molti pazienti e medici non sanno cosa significa davvero questo valore, né come valutarlo correttamente.
Cosa significa realmente prolungamento QT?
L’intervallo QT rappresenta il tempo che il ventricolo del cuore impiega per caricarsi e scaricarsi elettricamente. Si misura dall’inizio del complesso Q all’fine dell’onda T su un ECG. Quando questo intervallo si allunga troppo, il cuore rimane in uno stato di ripolarizzazione instabile, pronta a scatenare un’aritmia caotica. Il valore corretto per la frequenza cardiaca - chiamato QTc - è quello che conta. Per gli uomini, un QTc superiore a 450 millisecondi è considerato anormale. Per le donne, il limite è più alto: 470 millisecondi. Ma quando si superano i 500 millisecondi, o si ha un aumento di oltre 60 millisecondi rispetto al valore basale, il rischio di morte cardiaca improvvisa sale in modo drammatico.Uno studio dell’ARIC pubblicato su Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology nel 2018 ha scoperto che ogni aumento di una deviazione standard nella durata dell’onda T (dal suo inizio alla punta) aumenta il rischio di morte improvvisa del 21%. Questo significa che non è solo la lunghezza totale del QT a contare: la forma dell’onda T è un indicatore ancora più preciso di pericolo.
Quali farmaci sono più pericolosi?
Non tutti i farmaci che allungano il QT sono uguali. Alcuni sono estremamente rischiosi, altri quasi innocui. I farmaci di classe III per le aritmie - come dofetilide, ibutilide e sotalolo - sono i più pericolosi. La dofetilide, per esempio, causa Torsade de Pointes nel 3,3% dei pazienti trattati con dosi standard, secondo i trial DIAMOND. Ma i rischi non si limitano ai farmaci cardiaci.Antibiotici come la moxifloxacina allungano il QT di 6-15 millisecondi in media, mentre la ciprofloxacina ha un effetto quasi nullo. L’eritromicina, invece, raddoppia il rischio di morte cardiaca improvvisa, e se assunta insieme a farmaci che inibiscono l’enzima CYP3A4 (come alcuni antifungini o antivirali), il rischio sale fino a cinque volte. Anche gli antidepressivi possono essere una minaccia nascosta: la citalopram a 40 mg al giorno allunga il QTc di 8,5 millisecondi, mentre l’escitalopram, alla stessa dose, lo allunga solo di 4,2. La differenza non è trascurabile.
Il problema è che molti di questi farmaci vengono prescritti per condizioni comuni: infezioni, nausea, depressione. E spesso, i pazienti ne assumono più di uno contemporaneamente. Uno studio su 1,2 milioni di pazienti Medicaid ha dimostrato che il 34% degli over-65 assume almeno un farmaco con potenziale effetto QT-prolungante, e in media prendono 7,8 farmaci diversi. È un cocktail di rischi che nessuno controlla.
Cosa rende alcune persone più a rischio?
Non tutti reagiscono allo stesso modo. Due persone che assumono lo stesso farmaco alla stessa dose possono avere risultati completamente diversi. Perché? Perché il rischio non dipende solo dal farmaco, ma da una combinazione di fattori.La malattia cardiaca strutturale è il fattore più potente: aumenta il rischio di aritmia indotta da farmaci da 10 a 100 volte rispetto a un cuore sano. Lo dice chiaramente l’American Heart Association nel 2022. Ma ci sono altri elementi critici:
- Ipokaliemia (potassio basso): riduce il rischio del 62% se corretto a valori superiori a 4,0 mEq/L
- Bradicardia: alcuni farmaci, come il sotalolo, allungano il QT ancora di più quando il cuore batte lentamente
- Insufficienza renale o epatica: riducono l’eliminazione dei farmaci, facendoli accumulare nel corpo
- Genetica: alcune varianti ereditarie (come quelle del canale hERG) rendono alcune persone estremamente sensibili, anche a dosi basse
Un’altra verità scomoda: il 78% dei pazienti morti improvvisamente dopo aver assunto farmaci QT-prolunganti non avevano cause aritmiche all’autopsia, secondo lo studio POST SCD. Questo significa che molti decessi attribuiti al prolungamento QT in realtà sono causati da altre patologie - ma il farmaco ha agito da catalizzatore. Per questo, non basta guardare il QTc: bisogna guardare tutto il paziente.
Come si fa la valutazione del rischio?
L’agenzia britannica MHRA ha sviluppato un protocollo semplice in tre passi, che ogni medico dovrebbe seguire prima di prescrivere un farmaco a rischio:- Controlla il QTc basale: se è già sopra 450 (uomini) o 470 (donne), evita i farmaci a rischio o riduci la dose
- Valuta i fattori modificabili: controlla potassio, magnesio, funzione renale, frequenza cardiaca
- Controlla le interazioni: evita combinazioni con inibitori del CYP3A4, altri farmaci QT-prolunganti, o diuretici
Il database AZCERT.org, aggiornato ogni settimana, classifica 212 farmaci in quattro livelli di rischio: “Rischio Conosciuto”, “Rischio Possibile”, “Rischio Condizionato”, “Rischio Minimo”. È uno strumento gratuito, accessibile a tutti i medici, eppure pochi lo usano. Un’indagine del 2022 ha mostrato che solo il 31% degli ospedali comunitari ha un protocollo formale per monitorare il QT, contro il 68% degli ospedali universitari.
La tecnologia può aiutare - ma non risolve tutto
Nel 2023, la FDA ha approvato il primo sistema basato sull’intelligenza artificiale per il monitoraggio del QT: QTguard di Verily Life Sciences. Riduce le allarmi falsi del 53% analizzando la morfologia dell’onda T, non solo la lunghezza del QTc. È un passo avanti, ma non è la soluzione. I medici stanno diventando “allarmati” da troppe notifiche: uno studio su JAMIA ha trovato che il 78% degli allarmi QTc negli ospedali sono falsi positivi. Questo porta a una stanchezza da allarme - e a pazienti che vengono ignorati quando il rischio è reale.Inoltre, la nuova normativa internazionale E14/S7B (entrata in vigore a dicembre 2023) richiede ora che i nuovi farmaci siano testati non solo per il prolungamento del QTc, ma anche per cambiamenti nella morfologia dell’onda T. Questo è un cambiamento fondamentale: il futuro non è più nel numero, ma nella forma.
La verità che nessuno vuole sentire
C’è un paradosso. Il prolungamento QT è diventato un “segnale di allarme” così forte che molti medici interrompono farmaci necessari per paura. L’European Heart Rhythm Association stima che il 15-20% dei pazienti con insufficienza cardiaca abbia interrotto un farmaco efficace solo perché il QTc era leggermente allungato. E questo ha aumentato la mortalità per la malattia di base, non per l’aritmia.Il professor Dan M. Roden di Vanderbilt ha scritto su JAMA Internal Medicine nel 2020: “L’associazione tra farmaci QT-prolunganti e morte improvvisa è più complessa di quanto si pensasse. Il rischio reale esiste solo in presenza di altri fattori”. Non è il farmaco che uccide - è la combinazione sbagliata, in un paziente sbagliato, senza controlli.
Il problema non è la mancanza di conoscenza. È la mancanza di sistemi. I farmaci sono molti, i pazienti sono sempre più anziani e politerapici, i protocolli sono disomogenei, e i medici sono sovraccarichi. La soluzione non è un solo test, ma un approccio integrato: ECG basale, valutazione dei fattori di rischio, controllo delle interazioni, e uso di database aggiornati. E soprattutto: non fermare un farmaco efficace solo perché il QTc è un po’ lungo. Valuta il contesto.
Se sei un paziente: cosa devi fare?
Se stai prendendo un farmaco nuovo - specialmente un antibiotico, un antidepressivo, un antiemetico come l’ondansetron, o un farmaco per l’aritmia - chiedi:- “Questo farmaco può allungare l’intervallo QT?”
- “Ho già un QTc alto? Quando è stato controllato l’ultima volta?”
- “Prendo altri farmaci che potrebbero interagire?”
- “Ho bassi livelli di potassio o magnesio?”
- “Ho una malattia cardiaca o renale?”
Non aspettare di sentirti male. I sintomi - vertigini, palpitazioni, svenimenti - arrivano quando è già troppo tardi. Il 63% dei casi riportati alla FDA hanno avuto vertigini, il 41% palpitazioni. Ma molti pazienti li ignorano, pensando siano “solo ansia”.
Un sondaggio del 2021 su 347 pazienti in terapia con citalopram ha mostrato che il 22% ha smesso il farmaco per paura del QT. Ma solo il 3% aveva un QTc sopra i 500 millisecondi. La paura ha fatto più danno del farmaco stesso.
Il futuro: personalizzazione e prevenzione
Il programma NIH “All of Us” sta raccogliendo dati genetici di un milione di persone entro il 2026. L’obiettivo? Identificare le varianti genetiche che rendono alcune persone estremamente sensibili ai farmaci QT-prolunganti. Un giorno, un semplice test del DNA potrebbe dire se un farmaco è sicuro per te - o se devi evitarlo del tutto.Per ora, la prevenzione è semplice: non trascurare l’ECG, non ignorare i fattori di rischio, non assumere farmaci a caso. Il prolungamento QT non è un’ossessione medica. È una realtà clinica. E come tutte le realtà pericolose, va gestita con attenzione, non con panico.
sandro pierattini
gennaio 1, 2026 AT 13:09Ma dai, siamo seri? Ogni farmaco che ti danno ti fa morire. Prima era il glutine, poi il latte, ora il QT. Ma chi controlla se il tuo medico sa cosa fa? Io ho preso l’eritromicina per un raffreddore e mi hanno fatto l’ECG come se fossi un paziente cardiologico. Cioè, scusa, ma se un antibiotico ti fa morire, forse non dovrebbe essere in vendita al supermercato. 😅
Agnese Mercati
gennaio 1, 2026 AT 13:33Il prolungamento QT è un’invenzione della pharmaindustria per giustificare i costi dei controlli elettrocardiografici. La FDA, l’EMA e tutte le agenzie internazionali sono controllate da lobby farmaceutiche che vogliono che tu prenda farmaci più costosi, con monitoraggi obbligatori, perché così aumentano i profitti. Il vero rischio non è il QT, è la dipendenza dal sistema sanitario che ti rende un consumatore passivo. E poi, chi ha verificato la validità dello studio ARIC? Fonti non indipendenti.