Acquisti collettivi e gare d'appalto: come le assicurazioni risparmiano sui farmaci generici

Pubblicato da Jacopo Martinelli
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25
nov
Acquisti collettivi e gare d'appalto: come le assicurazioni risparmiano sui farmaci generici

Se hai mai pagato 80 euro per un farmaco generico con la tua assicurazione, e poi scoperto che lo stesso farmaco costa 5 euro in contanti, non sei solo. Questo non è un errore. È il sistema.

Come funziona davvero il mercato dei farmaci generici

I farmaci generici sono la chiave per ridurre i costi della sanità. In Italia, come negli Stati Uniti, rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni, ma solo il 17% della spesa totale. Sono equivalenti ai farmaci di marca, ma costano molto meno. Il problema non è la loro qualità. È il modo in cui vengono acquistati.

Le assicurazioni sanitarie, i gestori dei benefici farmaceutici (PBM) e i sistemi pubblici usano due metodi principali per comprare questi farmaci: gli acquisti collettivi e le gare d'appalto. In entrambi i casi, l’obiettivo è lo stesso: usare la forza numerica per ottenere prezzi più bassi. Ma il risultato finale non è sempre quello che sembra.

Gare d'appalto: la competizione che non sempre funziona

Nelle gare d'appalto, le assicurazioni chiedono a diversi produttori di generici di presentare un’offerta per un farmaco specifico. Chi offre il prezzo più basso vince il contratto, spesso per uno o due anni. In teoria, questo dovrebbe far scendere i prezzi. E infatti, quando un nuovo generico entra sul mercato, i prezzi possono crollare dell’80-90% nei primi 12 mesi. Un solo farmaco generico può risparmiare oltre un miliardo di dollari l’anno.

Ma qui entra in gioco un inghippo. Non tutti i generici sono uguali. Alcuni farmaci hanno pochi produttori. Quando ce ne sono solo due o tre, la concorrenza si spegne. E i prezzi non scendono. Anzi, a volte salgono. Perché? Perché le assicurazioni non sanno quali farmaci stanno pagando troppo. I sistemi di formulari - le liste che decidono quali farmaci coprono - sono opachi. Le assicurazioni non vedono i veri costi. Vedono solo i prezzi che i gestori dei benefici farmaceutici (PBM) vogliono farle vedere.

Il gioco delle tariffe nascoste

I PBM, come OptumRx, Caremark ed Express Scripts, gestiscono i farmaci per 280 milioni di americani. Il loro modello di business si basa su una pratica chiamata "spread pricing". Tradotto: comprano un farmaco a 10 euro, lo vendono alla farmacia a 15 euro, e poi fanno pagare all’assicurazione 20 euro. La differenza - 5 euro - finisce nel loro profitto. E questo non è un errore. È la regola.

Perché questo funziona? Perché i generici sono così economici che le assicurazioni non controllano bene. Un farmaco che costa 4 euro in contanti viene inserito nel formularia come se costasse 18 euro. L’assicurazione pensa di risparmiare perché paga 10 euro invece di 25. Ma in realtà, ha pagato 10 euro per qualcosa che avrebbe potuto avere a 4. E il paziente? Paga la sua copartecipazione di 10 euro, anche se il farmaco vale 4. Il sistema premia chi fa pagare di più, non chi fa risparmiare di più.

Tre sentieri in un giardino incantato rappresentano scelte diverse per acquistare farmaci: ospedale opaco, farmacia trasparente e paziente sereno.

Chi risparmia davvero? I pazienti che ignorano l’assicurazione

Molti pazienti hanno scoperto una verità semplice: se ignori l’assicurazione, risparmi. Su Reddit, un utente ha raccontato di pagare 87 euro con l’assicurazione per un generico. A Cost Plus Drug Company, lo stesso farmaco costava 4,99 euro. Un altro, su GoodRx, ha detto: "Risparmio 32 euro al mese sui miei tre farmaci, ignorando l’assicurazione."

Negli Stati Uniti, solo il 4% delle prescrizioni vengono pagate in contanti. Ma il 97% di quelle pagate in contanti sono generici. I pazienti sanno cosa succede. Quando l’assicurazione non fa risparmiare, loro scelgono di non usarla.

Ecco perché servizi come Cost Plus Drug Company, Blueberry Pharmacy o GoodRx stanno crescendo. Non sono maghi. Sono semplicemente trasparenti. Dicono il prezzo. Lo paghi. Niente formulari. Niente spread. Niente trucchi. Blueberry Pharmacy ha un rating di 4,7 su 5 su Trustpilot. Una paziente scrive: "La mia pressione arteriosa costa esattamente 15 euro al mese. Niente sorprese."

Perché le assicurazioni non cambiano?

Le assicurazioni non cambiano perché non ne hanno incentivo. Se un PBM fa risparmiare 100 milioni di euro all’anno, ma ne incassa 150 milioni di profitto nascosto, il sistema premia il profitto, non il risparmio. E le assicurazioni non controllano. Non vedono i dati. Non sanno quali generici stanno pagando troppo.

Uno studio pubblicato su JAMA Network Open ha trovato che alcuni farmaci generici costano il doppio di altri equivalenti. Ma le assicurazioni li continuano a coprire. Perché? Perché il formulario è gestito da un PBM che guadagna di più se quel farmaco costa di più. Non è un errore. È un modello.

Una donna anziana guarda uno smartphone che mostra un prezzo basso per un farmaco, mentre accanto ha un foglio assicurativo costoso.

Cosa si può fare? Tre azioni concrete

1. Controlla i prezzi prima di pagare. Usa GoodRx, Cost Plus Drug Company o un’app simile. Confronta il prezzo con e senza assicurazione. Spesso, pagare in contanti è più economico.

2. Chiedi trasparenza alla tua assicurazione. Se sei un datore di lavoro o un membro di un piano aziendale, chiedi: "Quali farmaci generici ci costano di più? Chi li produce? Perché?" Se non riesci a ottenere risposte, cambia piano.

3. Sostituisci i generici costosi. Non tutti i generici sono uguali. Un farmaco con 5 produttori ha un prezzo più basso di uno con solo 2. Chiedi al tuo farmacista: "C’è un’alternativa più economica?" Spesso, sì.

Il futuro: più concorrenza, meno opacità

La buona notizia? Il sistema sta cambiando. Nel 2024, il governo americano ha imposto maggiore trasparenza ai PBM per i piani Medicare. La FDA sta accelerando l’approvazione dei generici. Nuovi attori, come Navitus Health Solutions, stanno offrendo contratti con costi generici 22% più bassi rispetto ai PBM tradizionali.

Ma il vero cambiamento arriverà quando i pazienti smetteranno di fidarsi delle assicurazioni per i farmaci generici. Quando capiranno che l’assicurazione non è il loro alleato per i generici. Che il loro alleato è il prezzo trasparente, la concorrenza reale e la scelta.

Quanto si risparmia davvero?

Secondo l’Associazione per i Medicinali Accessibili, nel 2023 i farmaci generici e biosimilari hanno risparmiato 445 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Di questi, 194 miliardi sono stati risparmiati da persone tra i 40 e i 64 anni. Ma questi risparmi non sono arrivati per magia. Sono arrivati perché qualcuno ha fatto gare d’appalto, ha chiesto trasparenza, ha scelto di pagare in contanti.

Se vuoi risparmiare sui farmaci generici, non aspettare che l’assicurazione lo faccia per te. Fai tu il primo passo. Controlla il prezzo. Chiedi. Sostituisci. Paga in contanti se conviene. Il risparmio non è un dono. È un diritto che puoi rivendicare.

Perché il mio farmaco generico costa così tanto con l’assicurazione?

Spesso perché l’assicurazione non paga direttamente il farmaco. Lo fa un gestore dei benefici farmaceutici (PBM), che compra il farmaco a un prezzo basso, lo rivende alla farmacia a un prezzo più alto, e poi fa pagare all’assicurazione un prezzo ancora più alto. La differenza, chiamata "spread pricing", finisce nel profitto del PBM. Tu paghi la tua copartecipazione, anche se il farmaco vale molto meno.

Posso risparmiare pagando in contanti?

Sì, spesso sì. Molti farmaci generici costano meno in contanti che con l’assicurazione. Servizi come GoodRx, Cost Plus Drug Company o Wal-Mart mostrano prezzi trasparenti, senza intermediari. In alcuni casi, il risparmio è del 75-90%. Controlla sempre prima di pagare.

Cosa sono i formulari e perché sono importanti?

I formulari sono liste che decidono quali farmaci un’assicurazione copre e a quale prezzo. Sono gestiti dai PBM, non dalle assicurazioni. Spesso, i farmaci più costosi sono inseriti nei formulari perché i PBM guadagnano di più su di loro. Controllare il formulario è fondamentale per capire perché certi farmaci costano troppo.

Esistono alternative alle assicurazioni per i farmaci generici?

Sì. Servizi come Cost Plus Drug Company, Blueberry Pharmacy e GoodRx vendono farmaci generici a prezzi fissi e trasparenti, senza intermediari. Alcuni offrono farmaci a 5-15 euro al mese. Non richiedono assicurazione. Sono ideali per chi paga di tasca propria o vuole evitare il sistema dei PBM.

Perché alcuni farmaci generici hanno prezzi più alti di altri?

Perché hanno pochi produttori. Se solo 2-3 aziende producono un generico, la concorrenza è limitata. I prezzi non scendono. Al contrario, se ce ne sono 10 o più, i prezzi crollano. I farmaci con pochi produttori sono quelli che costano di più - e che le assicurazioni spesso non sanno di pagare troppo.

13 Commenti

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    Luca Massari

    novembre 26, 2025 AT 01:27

    Se paghi in contanti ti risparmi un sacco. Basta usare GoodRx. Non è magia, è semplice logica.
    Ho risparmiato 40 euro al mese sui miei farmaci. Perché nessuno lo dice prima?

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    Simon Garth

    novembre 26, 2025 AT 05:11

    Guarda, il sistema è progettato per farci pagare di più, punto. I PBM sono dei parassiti che vivono di spread pricing, e le assicurazioni lo sanno ma non fanno niente perché sono legate da contratti di merda. Il formulario? È un gioco di prestigio dove il farmaco più costoso è quello che fa guadagnare di più al gestore, non quello che fa bene al paziente. E tu, povero idiota, paghi la tua copartecipazione come se fosse un obbligo morale. Non è un errore, è un modello economico perfetto per chi ha le leve del potere. E noi? Siamo solo numeri in un foglio Excel con il nome scritto in piccolo. E se provi a chiedere spiegazioni? Ti mandano a quel paese con un'email standard. La sanità è diventata un casino finanziario con il camice bianco.
    Il 90% dei generici? Sì, ma il 90% dei prezzi è falso. E la FDA? Dorme. E i politici? Fanno finta di non capire. Perché? Perché i PBM spendono milioni in lobbying. E tu pensi che il tuo medico ti consiglia il farmaco migliore? No. Ti consiglia quello che il formulario gli impone. E il farmacista? Non può dire niente. Altrimenti perde il contratto. Il sistema è corrotto dall'interno. E noi ci lamentiamo perché il prezzo è alto. Ma non sappiamo chi lo ha messo lì. E chi lo ha messo lì? Qualcuno che guadagna 300k l'anno e ha un'auto di lusso. E tu paghi 15 euro per un farmaco che costa 4. E pensi di essere furbo perché hai usato GoodRx. Ma non è furbo. È l'unica via per sopravvivere. Il sistema ti ha tradito. E non ti ha nemmeno avvertito.
    Se non lo fai tu, nessuno lo farà. E se non lo fai ora, lo farai quando tua madre si ammala e non può permettersi il farmaco. E allora? Allora ti pentirai di non aver letto questo post prima.

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    Edoardo Sanquirico

    novembre 26, 2025 AT 10:22

    Io ho provato Cost Plus Drug Company e devo dire che è stata una rivelazione. Il mio farmaco per la tiroide passa da 28 euro con l'assicurazione a 7,50 euro senza. E non ho pagato niente di nascosto, niente formulari, niente trucchi. Ho solo cliccato, pagato, e ho ricevuto la confezione in 3 giorni. Ero scettico, ma ora lo consiglio a tutti. Non è un'alternativa. È l'unica opzione sensibile.
    Perché nessuno parla di questo in ospedale? Perché i medici non lo sanno? O perché non vogliono saperlo? Mi chiedo se è colpa della formazione o del sistema che li tiene legati. Comunque, se qualcuno vuole i link, scrivetemi in privato. Non sono uno sponsor, sono solo un paziente che ha finalmente capito.
    E poi, pensateci: se un farmaco che costa 4 euro in contanti viene fatturato a 18, chi ci guadagna? Non è il paziente. Non è il medico. È un'azienda che non produce nulla, che non cura nulla, che solo fa conti. E noi ci lamentiamo dei costi della sanità. Ma la colpa non è della sanità. È di chi l'ha trasformata in un mercato finanziario.
    Non è un problema di soldi. È un problema di trasparenza. E la trasparenza non è un regalo. È un diritto. E lo dobbiamo rivendicare, non aspettare che qualcuno ce lo dia.

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    Emanuele Bonucci

    novembre 28, 2025 AT 08:22

    Questo è il piano dei globalisti. I PBM sono controllati da fondi offshore che vogliono rendere la sanità dipendente da intermediari. Il farmaco a 4 euro? È un trucco. Ti fanno credere di risparmiare, ma poi ti tengono legato al sistema con le coperture false. E quando ti ammali davvero, ti dicono che quel farmaco non è coperto. Perché? Perché vuoi pagare in contanti? Perché non vuoi essere nel sistema? Ti isolano. Ti fanno sembrare un pazzo. Ma io so la verità. La sanità è stata privatizzata per controllarci. E il farmaco a 5 euro? È un esperimento sociale. Per vedere quanti di noi sono abbastanza stupidi da fidarsi. Io non mi fido. Mai. E se qualcuno mi dice che GoodRx è sicuro, gli dico: chi controlla GoodRx? Chi finanzia Blueberry? Chi c'è dietro? Non lo sappiamo. E se è una trappola? Allora abbiamo perso tutto.
    Non fidatevi di nessun'app. Non fidatevi di nessun sito. Controllate il nome del produttore. Andate in farmacia e chiedete il prezzo di listino. Se non vi dicono la verità, andate altrove. Perché se non lo fate voi, chi lo farà? Il governo? L'UE? L'OMS? Ridicolo. Sono tutti parte del gioco.

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    riccardo casoli

    novembre 30, 2025 AT 04:09

    Interessante. Ma non è tutto così nero. Il sistema ha dei difetti, sì. Ma i generici hanno salvato milioni di vite. La concorrenza funziona quando c'è. Quando ce ne sono 10 produttori, i prezzi crollano. Il problema non è il generico. È la concentrazione. E il problema non è il PBM. È la mancanza di dati aperti. Se ogni assicurazione potesse vedere i veri costi, il mercato si autoregolerebbe. Ma non lo può fare, perché i dati sono bloccati da contratti segreti. Non è malvagità. È complessità.
    Io non sono contro i PBM. Sono contro l'opacità. E contro chi usa la rabbia per nascondere la mancanza di soluzioni. La soluzione non è ignorare l'assicurazione. È chiedere trasparenza. È costruire piattaforme aperte. È far pressione sui politici perché obblighino i PBM a pubblicare i prezzi reali. Non è una rivoluzione. È un aggiustamento. E se lo facciamo insieme, funziona.
    Non dobbiamo odiare il sistema. Dobbiamo migliorarlo. Con dati, non con emozioni.

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    Angela Tedeschi

    novembre 30, 2025 AT 13:44

    io ho usato goodrx e ho pagato 3 euro per un farmaco che l'assicurazione mi chiedeva 22... non ci credo ancora ma è vero. non so come funziona ma funziona. e non ho avuto problemi. e ho fatto tutto da casa. non ho parlato con nessuno. è stato facile. troppo facile. forse è troppo bello per essere vero ma è successo. e ho risparmiato 19 euro. ogni mese. per 3 farmaci. è come trovare soldi in un cappotto vecchio. ma non lo so cosa succede se mi serve un altro farmaco. e se il prezzo cambia. e se non lo trovo piu. ma per ora... wow.

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    Michela Sibilia

    dicembre 2, 2025 AT 06:24

    io ho pianto quando ho scoperto che il mio farmaco per l'ansia costava 5 euro su cost plus. 5 euro. dopo 2 anni che pagavo 38 con l'assicurazione. ho chiamato mia mamma e le ho detto "mamma, ho trovato il modo" e ho pianto. non per la gioia. per la rabbia. perché tutti quelli che mi hanno detto "l'assicurazione ti protegge" mi hanno mentito. e io ci ho creduto. e ho pagato. e ho sofferto. e ho pensato che fosse normale. ma non è normale. è un furto. e io ho fatto l'errore di fidarmi. ma ora so. e voglio che tutti lo sappiano. non siate come me. controllate prima. sempre. anche se vi sembra troppo bello. controllate. 🤍

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    Paolo Silvestri

    dicembre 2, 2025 AT 08:47

    Non voglio essere pessimista, ma penso che la soluzione non sia solo individuale. Sì, è bello che alcuni riescano a risparmiare con GoodRx. Ma cosa fanno quelli che non sanno usare internet? Quelli che non hanno un smartphone? Quelli che sono anziani, soli, senza supporto? Il sistema non può lasciare indietro questi. La trasparenza deve essere obbligatoria, non una scelta. Dobbiamo chiedere che ogni farmaco, in ogni farmacia, abbia un cartellino con il prezzo reale, il prezzo con assicurazione, e il prezzo senza. E che il farmacista lo spieghi. Non è un problema di tecnologia. È un problema di umanità.
    Se un anziano paga 20 euro per un farmaco che costa 5, non è un risparmio. È un crimine. E non possiamo aspettare che tutti diventino esperti di farmaci. Dobbiamo cambiare il sistema. Per tutti. Non solo per chi è abbastanza fortunato da trovare il trucco.

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    GIUSEPPE NADAL

    dicembre 3, 2025 AT 09:59

    Da italiano, devo dire che qui il sistema è un po' diverso. In Italia non abbiamo i PBM come negli USA. Ma abbiamo i contratti regionali e le gare d'appalto che spesso premiano il prezzo più basso, senza controllare la qualità. Ecco perché alcuni generici sono pessimi. Non perché siano falsi, ma perché il produttore ha tagliato tutto per vincere la gara. E poi il paziente li prende e gli fanno male. Quindi attenzione: non è solo il prezzo. È anche la qualità. E in Italia, a volte, il più economico è anche il più rischioso.
    Io uso GoodRx per confrontare, ma poi vado in farmacia e chiedo: "Questo è lo stesso produttore di quello che usavo prima?" Se non lo so, non lo compro. Perché il risparmio non vale la salute.

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    alessia ragni

    dicembre 5, 2025 AT 02:59

    Ma chi ve lo fa fare? Se pagate in contanti, perché non andate in farmacia e comprate il farmaco senza nemmeno chiedere il prezzo? Perché vi fate manipolare da queste app? Perché non siete abbastanza coraggiosi da dire "basta"? L'assicurazione è un sistema che funziona per chi ha i soldi. Se non li hai, non ti curi. Punto. Non c'è bisogno di GoodRx. C'è bisogno di una sanità pubblica che funzioni. Non di trucchi da internet. Siete tutti troppo comodi a cercare soluzioni individuali. Il problema è il sistema. Non voi. Non le app. Il sistema. E finché non lo cambiate, non servirà a niente.

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    luciano lombardi

    dicembre 5, 2025 AT 23:04

    ho provato blueberry pharmacy e devo dire che è stato un colpo di fortuna. il mio farmaco per il colesterolo costa 12 euro al mese. senza assicurazione. e ho ricevuto il pacco in 2 giorni. il sito è semplice, niente formulari, niente complessità. e il servizio clienti è stato gentile. non è perfetto, ma è onesto. e per me, onesto è il più importante.
    se qualcuno vuole il link, lo posso mandare. non sono un influencer. sono solo uno che ha avuto un po' di fortuna. e spero che altri la abbiano. 🙏

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    Annamaria Muccilli

    dicembre 6, 2025 AT 20:27

    Questa storia mi ha fatto venire i brividi. Non è un articolo. È un racconto di una società che ha perso l'anima. E non è colpa dei pazienti. È colpa di un sistema che ha trasformato la cura in un prodotto da scaffale. E noi? Siamo diventati consumatori di farmaci, non persone che hanno bisogno di salute. E il peggio? Che nessuno lo ammette. Che tutti fingono che sia normale. Che tutti continuano a pagare. E io? Io ho smesso di fidarmi. Ho smesso di credere. Ho smesso di aspettare che qualcuno risolvesse. E ho iniziato a controllare. Perché se non lo faccio io, chi lo farà? E se non lo faccio ora, quando lo farò? Domani? Troppo tardi.
    Non è un risparmio. È una rivolta silenziosa. E io la faccio. Ogni mese. Con un clic. Con un prezzo. Con un farmaco. Con la mia vita.

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    riccardo casoli

    dicembre 7, 2025 AT 00:53

    La risposta di Paolo è la più matura. Ma vorrei aggiungere una cosa: i dati aperti non sono un optional. Sono un diritto civile. Se un farmaco costa 18 euro e ne vale 4, quel dato deve essere pubblico. Non solo per i pazienti. Per i medici. Per i farmacisti. Per le assicurazioni. Per il governo. Per tutti. E se un PBM nasconde quel dato, deve essere punito. Non con una multa. Con la chiusura. Perché la salute non è un mercato. È un diritto. E i diritti non si negoziano. Si difendono.

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