Se hai l’IBS-Mixed, sai bene che non è solo una questione di stomaco che fa rumore. È un ciclo che sembra non finire mai: un giorno sei bloccato, il giorno dopo corri in bagno. E ogni volta che pensi di aver capito cosa ti fa male, il corpo cambia idea. Questa forma di sindrome dell’intestino irritabile non è un errore, non è una “fase”. È una condizione reale, con criteri diagnostici precisi e un modo efficace per gestirla - anche se non c’è una cura definitiva.
Cosa significa davvero avere IBS-Mixed?
L’IBS-Mixed, o IBS-M, è una forma di sindrome dell’intestino irritabile in cui alterni costipazione e diarrea con regolarità. Secondo i criteri Roma IV, devi avere almeno un giorno a settimana di dolore addominale, associato a cambiamenti nelle abitudini intestinali. Ma la chiave è questa: almeno il 25% delle tue feci deve essere dura o a pezzi (Bristol 1-2) e almeno il 25% deve essere liquida o acquosa (Bristol 6-7). Non è un caso. Non è “fortuna cattiva”. È un pattern misurabile.
A differenza di colite o morbo di Crohn, qui non c’è infiammazione visibile. Non ci sono ulcere, non ci sono lesioni. Il problema è nascosto: ipersensibilità viscerale, motilità intestinale disordinata e un microbioma scombussolato. Questo significa che il tuo intestino reagisce troppo a stimoli che per altri sono normali - stress, cibi, batteri, persino il cambiamento di stagione.
Perché è così difficile da trattare?
La vera sfida dell’IBS-Mixed è che quello che aiuta un sintomo, peggiora l’altro. Prendi un lassativo: ti liberi dalla costipazione, ma poi arriva la diarrea. Prendi un anti-diarrheico come loperamide: la diarrea passa, ma poi ti blocchi per giorni. È come cercare di guidare con il freno a mano tirato e l’acceleratore premuto insieme.
Uno studio del 2018 ha mostrato che farmaci come linaclotide (usato per la costipazione) aiutano solo il 22% dei pazienti IBS-M, mentre eluxadoline (per la diarrea) funziona per il 19%. In confronto, funzionano bene su IBS-C e IBS-D, ma non su chi alterna i due. Ecco perché molti medici dicono che non esiste un farmaco “mirato” per IBS-M. La soluzione non è un unico trattamento - è un mix.
La dieta: il pilastro più efficace (e più sottovalutato)
Il 70% dei pazienti IBS-M migliora con modifiche dietetiche. Ma non basta dire “mangia sano”. Devi essere preciso. La dieta a basso FODMAP è la più studiata e funziona bene - anche se non è perfetta per tutti.
Il protocollo è semplice in teoria, difficile in pratica:
- Elimina per 2-6 settimane tutti i FODMAP (zuccheri fermentabili: latte, frutta come mela e pesca, legumi, cipolla, aglio, dolcificanti come il fruttosio e il sorbitolo).
- Quando i sintomi calano, reintroduci un FODMAP alla volta, ogni 3-5 giorni, per capire quali ti fanno male.
- Creare la tua dieta personalizzata: solo i cibi che non ti provocano reazioni.
Uno studio del 2021 su 215 pazienti ha mostrato che il 50-60% degli IBS-M hanno avuto un miglioramento significativo con questa dieta. Non è il 75% come in IBS-D, ma è comunque un grande passo. E i dati dei forum mostrano che il 62% dei pazienti IBS-M su Reddit dicono che è stata la cosa più utile che abbiano mai provato.
Attenzione: non è una dieta permanente. È un esperimento di identificazione. Dopo i primi mesi, puoi reintrodurre molti cibi - anche se alcuni rimarranno fuori. E non serve essere perfetti. Basta essere consapevoli.
Le medicine: meno farmaci, più strategia
Non esiste un farmaco approvato specificamente per l’IBS-Mixed. Ma questo non significa che non ci siano opzioni.
Per la costipazione: polietilenglicole (PEG) 17g al giorno è il più sicuro. Non causa dipendenza, non altera il microbioma, non fa effetto rebound. Per la diarrea: loperamide 2-4mg quando serve. Ma non prenderla ogni giorno. Solo durante i flussi acuti.
Per il dolore: dicyclomina 10-20mg (quando il crampo arriva) funziona per il 40-50% dei pazienti. Ma il vero alleato è il trattamento psicologico. Gli antidepressivi triciclici (come la nortriptilina) hanno una risposta del 55-60% negli IBS-M, perché agiscono sia sul dolore che sulla motilità intestinale. Non sono “per la depressione”. Sono per il sistema nervoso che controlla l’intestino.
Un’altra opzione potente: olio di menta enterico-rivestito. Studi e recensioni mostrano che riduce il dolore del 68% e il gonfiore del 57%. Funziona perché rilassa i muscoli intestinali. Non è un placebo. È un trattamento con dati concreti.
Lo stress: il fattore invisibile che fa la differenza
Il 68% degli IBS-M segnala che lo stress peggiora i sintomi. E non parliamo di stress da esami o lavoro. Parliamo di stress quotidiano: ansia, mancanza di sonno, tensione emotiva. Il sistema nervoso enterico è collegato direttamente al cervello. Quando sei stressato, l’intestino lo sa.
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) ha una prova forte: riduce la gravità dei sintomi del 40-50%. Non è “pensare positivo”. È imparare a riconoscere i segnali del corpo, a gestire le reazioni automatiche, a spezzare il circolo vizioso “dolore → ansia → peggioramento”.
Non serve un terapeuta ogni settimana. Basta un corso online strutturato, 10-12 sessioni, con esercizi quotidiani. E funziona meglio di molti farmaci.
Strumenti pratici: tieni un diario, non fidarti della memoria
Se non tieni un diario, non sai cosa ti fa male. Ecco cosa devi registrare ogni giorno per almeno 4 settimane:
- Forma delle feci (scala Bristol: 1-7)
- Intensità del dolore (da 0 a 10)
- Cibi mangiati (con quantità e orario)
- Stress percepito (basso/medio/alto)
- Medicinali assunti e orario
Uno studio del 2022 ha dimostrato che chi usa un’app come Cara Care migliora del 35% in più rispetto a chi usa un foglio di carta. Perché? Perché vedi i pattern. Vedi che il caffè del mattino non ti fa male, ma il latte nel caffè sì. Vedi che il dolore arriva sempre dopo un pasto con aglio o cipolla. La memoria inganna. I dati no.
Quanto tempo ci vuole per stare meglio?
Non aspettarti risultati in una settimana. Il percorso medio per controllare l’IBS-Mixed è di 3-6 mesi. La prima fase (dieta, diario, farmaci di base) dà miglioramenti visibili dopo 4-6 settimane. La seconda fase (identificare i trigger, regolare i farmaci) richiede altri 2-3 mesi. E la terza? Imparare a vivere con la condizione - senza paura, senza rimorsi.
Il 70% dei pazienti che seguono un approccio strutturato segnalano un miglioramento significativo dopo 6 mesi. Non è una guarigione. È un controllo. E per molti, è abbastanza.
Cosa non funziona: i falsi miti
- “Basta eliminare il lattosio” - Molti IBS-M non sono intolleranti al lattosio. Sono sensibili ai FODMAP nel latte, non al lattosio in sé. Eliminare il latte senza un piano non aiuta.
- “I probiotici risolvono tutto” - Alcuni probiotici peggiorano i sintomi. Non tutti sono uguali. Il Lactobacillus e il Bifidobacterium possono aiutare, ma solo se scelti con cura. Non prendere il primo che trovi.
- “Più fibre = meglio” - Le fibre insolubili (come i cereali integrali) peggiorano il gonfiore. Le fibre solubili (psyllium, chicchi di psyllium) sono l’unica opzione utile per IBS-M.
Il futuro: cosa cambierà?
Entro il 2024, i criteri Roma V potrebbero alzare la soglia da 25% a 30% di movimenti alternati per diagnosticare IBS-M. Cioè: se non alterni abbastanza, potresti non essere più classificato come IBS-M. È un dettaglio tecnico, ma cambia la diagnosi.
Un nuovo farmaco, ibodutant, ha mostrato il 45% di miglioramento nei trial di fase 3. È un antagonista del recettore neurochinina-2. Funziona su dolore e motilità. Potrebbe essere il primo farmaco specifico per IBS-M entro il 2026.
Ma il vero cambiamento arriverà dalla microbioma terapia. Test come Viome usano l’IA per analizzare i tuoi batteri intestinali e darti una dieta su misura. In un pilot del 2023, il 58% dei pazienti ha avuto un miglioramento significativo. Non è magia. È medicina personalizzata.
Conclusione: non sei solo, e non sei “strano”
L’IBS-Mixed non è una condizione da vergogna. È una delle forme più complesse di una malattia molto comune. Circa 1 persona su 5 con IBS ha questa forma. Eppure, il 78% dei pazienti dice che i medici non capiscono la sua complessità.
Non devi vivere con dolore ogni giorno. Non devi evitare i pasti con gli amici. Non devi scegliere tra un lassativo e un anti-diarrheico ogni mattina. Puoi trovare un equilibrio. Non è facile. Ma è possibile. Con un diario, con una dieta consapevole, con farmaci mirati e con il controllo dello stress, puoi tornare a vivere. Non con una cura. Con un piano. E un piano ben fatto è più potente di qualsiasi pillola.
L’IBS-Mixed si può guarire?
No, non c’è una guarigione definitiva per l’IBS-Mixed. È una condizione funzionale, non organica. Ma molti pazienti raggiungono un controllo molto efficace: riducono i sintomi del 70-80%, tornano a mangiare senza paura, e vivono senza interruzioni. Il obiettivo non è la scomparsa totale, ma la gestione sostenibile.
La dieta low FODMAP funziona per tutti?
No, non per tutti. Circa il 50-60% degli IBS-M rispondono bene, ma il 20-30% non notano cambiamenti. Perché? Perché i trigger non sono solo FODMAP. Possono essere grassi, caffeina, stress, o farmaci. Se la dieta non funziona, non significa che sei “fuori dal normale”. Significa che devi esplorare altre opzioni: farmaci, terapia, microbioma.
Posso prendere loperamide e PEG insieme?
Sì, ma non contemporaneamente. Loperamide va usato solo durante i periodi di diarrea, e PEG solo quando sei costipato. Prenderli insieme è come cercare di fermare e accelerare la stessa macchina. Puoi alternarli, ma non mescolarli. Il tuo medico può aiutarti a creare un piano di emergenza: “Se ho diarrea, prendo loperamide. Se sono bloccato, prendo PEG”.
Perché i farmaci per IBS-C o IBS-D non funzionano bene per me?
Perché i farmaci per IBS-C (come linaclotide) mirano a stimolare la motilità intestinale, e quelli per IBS-D (come eluxadoline) la rallentano. Con IBS-Mixed, il tuo intestino cambia direzione ogni giorno. Un farmaco che accelera può peggiorare la diarrea. Uno che rallenta può bloccarti. Per questo serve un approccio personalizzato, non un farmaco unico.
Devo evitare per sempre i legumi e la frutta?
No. La dieta low FODMAP è un esperimento di identificazione, non una condanna. Dopo 2-6 settimane di eliminazione, si reintroducono i cibi uno per uno. Molti IBS-M possono mangiare legumi, mela, cipolla - ma solo in piccole quantità, o in forme specifiche (es. cipolla cotta, non cruda). Non devi rinunciare a tutto. Devi imparare cosa e quanto puoi mangiare.